ALEX BRITTI E LE SFUMATURE DELL’AMORE NE “IN NOME DELL’AMORE VOLUME 2”

Alex Britti torna sul mercato con “In nome dell’amore Volume 2”, album che arriva a un anno e mezzo di distanza dal volume 1, uscito a fine 2015. Il cantautore e chitarrista romano presenta 7 nuovi brani (6 + una versione acustica della title-track già pubblicata nel disco precedente).

Se nella prima “puntata” di questo progetto i toni erano decisamente più cupi (dal singolo “Perché?”, inno contro la violenza sulle donne, al brano sanremese “Un attimo importante”), nel Volume 2 le atmosfere si accendono e sono presenti canzoni più solari. Si parte con la ritmata “Senza guardare indietro” seguita a ruota dal fortunato singolo apripista “Speciale”. “Tanti anni fa” è un blues alla Michael Bublè, mentre “… E basta” presenta un’interessante base funky. “Libero” invece, musicalmente è un rock’n’ roll in stile Chuck Berry.

Dal lato puramente strutturale il “doppio” progetto di Britti si dimostra interessante e la suddivisione in due parti è ben congegnata: nel primo volume viene cantato il lato più scuro e a tratti doloroso dell’amore, mentre nel secondo quello più allegro e giocoso, offrendo così un affresco il più possibile a 360° dell’argomento.
Quello che convince meno, in particolar modo in questa seconda uscita, potrebbero essere i testi: se è giusto non essere esageratamente metaforici e complicati, è pur vero che in alcuni brani le liriche sono troppo terra-terra. Di contro, “In nome dell’amore Volume 2” è sicuramente un album che per la durata del suo ascolto fa distogliere l’attenzione da tutte le bruttezze del mondo grazie alla sua viva luce, rendendolo di fatto un esperimento abbastanza riuscito.

Un ulteriore piccolo disappunto: la scelta in alcune tracce di dare troppo poco spazio alla chitarra di Britti, suo vero punto di forza. Degne di nota comunque sono le “performances” sul finale di “Tanti anni fa” e nell’assolo di “Libero”, ma per sentir suonare a pieno volume l’artista bisognerà attendere il nuovo tour che partirà a breve.

Andrea Marzolla

C’è musica in ogni mio ricordo.
Dai primi nastri riavvolti a matita, note di dance e latino-americano, fino alle musiche della maturità. Il rock e la sua energia, il blues intenso e malinconico, il cantautorato e la carica piena di stupore dei testi di grandi poeti: tutti ingredienti della mia variopinta anima musicale. C’è ricordo in ogni mia musica.
Ho ascoltato per anni melodie che mi sono entrate sotto le dita e che sono poi riemerse non appena le ho appoggiate su uno strumento finalmente mio. Chitarra, armonica a bocca, ma sopra a tutti la voce. Per cantare una musica mia.

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